Quanto ci gratifica essere stati buoni profeti nell’intravedere quello che poi sarebbe stato l’esito della gara di Udine giocata ieri, quella al cospetto della Roma di Gasperini. Una gara nella quale abbiamo potuto soppesare una Roma nettamente in difetto rispetto al suo potenziale reale lasciare molto spazio all’iniziativa delle zebrette, sin dalle prime battute di gioco. L’Udinese si è disimpegnata in maniera dissoluta, giostrando a piacimento trovando praterie per poter agire liberamente su ogni versante del fronte difendente romanista. I giallorossi hanno potuto approfittare solo di falle in copertura manifestate dall’Udinese sulle fasce, ed in particolare su quella di sinistra, laddove si infiltrava un cospicuo numero di palloni. Per il resto, pochissima Roma come detto, e una Udinese che ha fornito davvero una più che discreta mostra di sé, una multiforme completa rassegna sulle sue prerogative e sulle sue proprie qualità proprie. Questo nel primo tempo, e poi all’inizio del secondo quasi subito la punizione che ha attribuito la vittoria all’Udinese, anche complice una deviazione della barriera romanista. L’Udinese nel secondo tempo non ha strafatto, non ha straripato, ma ha saputo fare assai diligentemente quel che doveva, senza esporsi troppo ai tentativi di rappresaglia della Lupa. Ed era questo ciò che contava maggiormente, perché portare a casa la vittoria di ieri significa ora potersi affacciare veramente ad un trampolino, per poter fare un grande salto in ragione di tre o quattro partite davvero abbordabili per questa Udinese, che molto si avvicina a quella dei tempi migliori. Trattasi nell’ordine delle gare a Lecce, a Udine al cospetto del Sassuolo, a Bologna contro i felsinei e a Udine contro una Fiorentina che è tutto fuorché insuperabile, del resto come le altre compagini considerate per questo lasso di tempo che si approssima. In ballo ci può essere una dozzina di punti, un bottino tanto appetibile quanto alla portata che potrebbe spalancare all’Udinese, anche grazie a qualche fortunata coincidenza concomitante, le porte dell’Europa. Ora ciò che conta è persistere nella diligenza, non mollare. Non scendere di tono e avere bene in mente un dato di fatto: ora la salvezza è quasi fatta, e si può giocare liberi da costrizioni ottenendo quindi il meglio dalla possibilità di giocare a tutto braccio, come si direbbe nel tennis, o a viso aperto come migliormente si direbbe in un discorso legato al calcio. Quindi, Udinese non mollare ora e potrai salire su un treno dove non ti saresti mai aspettata di poter salire, un treno che non ha nulla a che vedere con le tradotte che in passato ti conducevano soltanto alla prima stazione. Qui si può andare assai più lontano, dando mostra di sè in lungo ed in largo per una vetrina che si chiama Europa. E ciò possiamo delinearlo con poche riserve di sorta, nonostante la sacrosanta linea della cautela sposata da Mister Runiajc, la quale connota ancora una volta una grande cifra di maturità e di serietà professionale sfoderata dall’allenatore teutonico, che potrebbe davvero condurre l’Udinese lontano. A dispetto delle Itache deludenti toccate negli ultimi scorsi anni potremo arrivare in ben altre stazioni che sanno di internazionalità, e ciò non è poco per una Udinese che è e può essere il biglietto da visita del Friuli ad una impronta internazionale.
Di Valentino Deotti
