Al rientro dalla pausa per le nazionali l’Udinese del calcio friulano ha tratto ben poco beneficio dalla sosta operativa prolungata protrattasi per ben tre settimane. L’unico beneficio evidente è rappresentato dal riposo atletico, che ha sicuramente permesso al team di mister Runiajac un cospicuo recupero sul piano delle energie fisiche. Non sappiamo ancora se si è profittato pienamente della possibilità di fare quadrato sugli aspetti psicologici legati allo status psicoemotivo dei giocatori, ma conoscendo mister Runjaic l’aspetto di recupero della quadratura motivazionale non è stato di certo tralasciato, bensì seguito debitamente dai trainer psicologici. Quindi si sarebbe dovuto ripartire nella migliore quadratura psicofisica possibile. Qualcosa si è visto tra le migliorie, ma il cosiddetto “rate” di crescita non è stato certo esponenziale, ad una prima analisi da osservatori esterni di tipo similtecnico. Infatti nella partita contro il Torino si è vista una Udinese davvero apprezzabile, capace di coordinarsi ed intessere trame con coerenza tecnica, pregevolezza esecutiva e una discreta dose di continuità. Il Torino, di contro, in casa sua, ha avuto il suo bel imbarazzo nel prendere le misure e provare a limitare l’azione delle zebrette, tanto che specialmente nella prima frazione di gioco si è vista ben poco significativa e corposa l’azione dei granata di Mister Abate. Poi quando è maturato il doppio vantaggio interno, l’imbarazzo (lieve ma non troppo…) e’ stato dei bianconeri che però si sono comunque distinti in lungo ed in largo per lo svolgersi della gara. Diciamo pure che l’Udinese vista a Torino, anche se non connotava il massimo
potenziale esprimibile, avrebbe meritato sensibilmente di più di raccogliere frutti maggiori dalla sfida all’ombra della mole. Un punticino poteva pure arrivare, per capirci, ma la stanchezza maturata per l’Udinese ha fatto si che non si arrivasse a colmare lo svantaggio per 2-1 maturato. L’Udinese manca quindi ora dal punto di vista del potenziale atletico, e ora in vista della probante sfida sul nostro campo contro il Lecce si dovrà ripristinare la tigna migliore che può contraddistinguere l’Udinese con le sue possibilità di sviluppo specifiche. Bisogna tirare fuori le unghie, perché ora bisogna proprio fare punti. Il Lecce va battuto in casa propria, e sempre qui bisognerà riuscire a limitare il Milan in modo da obbligarlo ad un pareggio proficuo per i bianconeri di casa nostra. I nuovi inserimenti dal punto di vista dell’organico sono di livello davvero cospicuo, e di riflesso stanno dando davvero un livello di performance degno di nota.
Di Valentino Deotti
