E’ giunto il classico momento in cui bisogna radunare le idee, con una certa chiarezza ovviamente, e dirci di quanto siamo soddisfatti della condotta dell’Udinese in questa prima metà di campionato appena conclusasi. La connotazione preminente di questa Udinese che si è lasciata alle spalle un anno 2025 ondivago è per l’appunto la discontinuità, la quale si è ravvisata nel tempo in due forme. La prima è la discontinuità sportiva nel lungo periodo, perché abbiamo avuto una Udinese vincente che dava segnali di particolare solidità che è stata la squadra della prima fase del campionato. Una prima tranche in cui l’Udinese era una macchina da punti, e ciò è durato all’incirca fino alla metà del mese di ottobre scorso o poco più. La seconda connotazione di discontinuità attiene alla discontinuità in partita dell’Udinese, perché vi sono state due Udinese nello specifico. Una che si destava subito e durava con le sue energie fino alla fine del primo tempo di gioco, ed una che faceva l’esatto contrario, prendendo le misure a sé stessa in relazione all’avversario di turno solo nella seconda parte di gara. La sostanza è che l’Udinese non riesce a mantenere alta la tensione dal punto di vista agonistico per tutto il tempo necessario ad una squadra connotante un normale livello di preparazione, ed ora sta al tecnico Mister Runjaic indottrinare i suoi mantengano la testa calda sulle gare, partita dopo partita. Questa alternanza tensoria ha ad avere luogo allorquando non sussiste un adeguata conoscenza ed affiatamento tra gli elementi della squadra, ed il siombiotico accordo tra i suoi elementi perdura fino a quando qualcosa di sottile sottile si rompe, a livello psicologico. Il fatto è che una squadra che mira a piazzarsi nelle parti medio alte della classifica, quale è l’Udinese, non può avere per così dire, in modalità sarcastica, la solidità di un cristallo. Il tecnico di origine polacca ma tempra e lignaggio teutonici deve rafforzare quindi la personalità della squadra bianconera, rendendo il team friulano un collettivo immarcescibile come i friulani stessi sanno essere, diventando più robusti di ogni possibile difficoltà. Solo così si potrà giungere all’obiettivo sperato e sperabile, che è un piazzamento immediatamente a ridosso della zona Europa, anche se su questo dobbiamo dire non ci è piaciuta l’uscita pubblica del mister polacco che ha esplicitamente glissato sull’interesse rispetto ad un piazzamento europeo. Questo atteggiamento, davvero, non ci può piacere, mister Kosta, visto che nello sport bisogna dare il massimo, battendosi senza riserve e senza guardare in faccia i propri limiti dei quali semplicemente bisogna essere adeguatamente consapevoli cammin facendo.
Di Valentino Deotti
