Non è andata esattamente come ci aspettavamo alla vigilia, la partita contro il Lecce. Doveva essere una gara nella quale l’Udinese avrebbe dovuto pigiare sull’acceleratore e guadagnare metri in classifica facendo un significativo balzo in avanti. Doveva andare tutto liscio come l’olio, avevamo richiesto in un post su Facebook, e invece è stato tutto fuorché così. Abbiamo visto una Udinese spasmodicamente stentorea, che ha reso la partita peggiore dell’era Runiajc per stessa ammissione del tecnico di lingua tedesca. Quel che abbiamo apprezzato di più, alla fine di tutto, dopo aver incassato un sonante e tonante 3-0 in casa nostra, è stato che il tecnico stesso dal pulpito del rigore che a ben vedere lo contraddistingue ha ammesso: “Mi devo assumere la piena responsabilità per quanto sta accadendo, in questa fase non riusciamo a rendere come dovremmo e speriamo di centrare un pronto recupero condizionale, anche avvalorando delle individualità che sinora non hanno inciso come avrebbero dovuto… Runiajc fa mea culpa per i brutti colpi del periodo, e risponde alla società che lo mette sotto esame e prepara un ritiro pre-gara che ha tutta l’aria di essere punitivo. Venerdì si dovrebbe andare in conclave anticipato, fanno trapelare da Piazzale Repubblica Argentina, per far quadrare di nuovo la mente di chi domenica sera è atteso, propriamente, dal tanto atteso appuntamento col Diavolo, in casa friulana per fortuna. Da domenica sera bisogna dare tutto di nuovo, non ci sono scusanti, e quindi tutti chiusi in albergo e sui campetti a ragione su come raggiungere questa prima Itaca, dopo un periodo si stallo. Per quanto riguarda il futuro del tecnico, possiamo dire tutti in concerto che ha bisogno di qualche tempo addizionale per intraprendere le contromisure in grado di far ripartire il motore bianconero con tutta la sua cavalleria. Quindi, vada bene per quattro partite di testing finale prima di cambiare, intanto che si cerca riparo mettendo la creatura bianconera nelle mani di qualche tecnico magari italiano, con soluzioni pronte in grado di preservare il vascello bianconero dallo sprofondo nella rada di un porto friulano che saprebbe di blocco e quindi di retrocessione in Serie B, visto che non è che ogni anno si riesce a tirare a campare portando la barca in porto senza imbarcare acqua. Quella in corso è valutabile come stagione a cospicuo rischio. Non si potrà quindi dare al tecnico germanico più di quel mese di concessioni che si è prefigurato. Al giro di boa stagionale, se prima non si avrà a registrare un pronto ridestarsi delle zebrette, bisognerà avere messo la squadra friulana nelle mani di un condottiero provetto, che conosca il calcio italiano e sia adeguatamente ferrato nella pratica di riportare a galla i vascelli a rischio affondamento. L’Ipotesi delle Ipotesi, quella che promette meglio, è quella di un rientro ad Udine di Mister Fabio Cannavaro, ma non dispiace davvero, proprio per nulla, un matrimonio con quel mister Calzona di chiara origine italiana e del Sud che aveva preservato la nazionale svizzera nella seconda divisione del ranking per nazionali, e segnatamente di quello della Nations League. Quel che è certo è che ai ripari con affidamento ad altra guida tecnica bisognerà correre, perché l’attuale mister non gode più della fiducia incondizionata dell’ambiente sportivo, con i tifosi che hanno subito bussato agli headquarters della società per chiedere la pelle del tecnico. Essi godono pienamente del rispetto delle loro ragioni, da parte della critica qualificata in primis nei meandri della quale abbiamo la grande fortuna di essere annoverati in ragione della nostra storia che allo stato ha superato la trentina di anni, se si considera che questa nostra annosa rubrica “Punto Bianconero” ha toccato la soglia dei 32 compleanni.
Di Valentino Deotti