SPORT & BUSINNESS | A Gemona si è parlato di sisma 1976, dell’Udinese e della sua storia, in un gremito Palazzo Marco Fantoni

Sharing is caring!

Una grande occasione per parlare del terremoto in Friuli quando stanno per ricorrere i cinquantanni dal terribile sisma che colpi il Friuli tutto ma in particolare Gemona, e altri comuni della zona collinare, ma anche per discorrere dei cambiamenti che sono intervenuti nel calcio in questo lasso di tempo. E’ stato questo il meeting su Sport e Business organizzato nella serata di ieri a Palazzo Marco Fantoni, nel pieno centro della cittadina pedemontana, dal quotidiano Messaggero Veneto e da Gemona “Città dello Sport”. In una sala proiezioni del centralissimo Palazzo Fantoni stipata quasi per la sua capienza totale erano annoverati tra le presenze istituzionali (con la presenza del Sindaco di Gemona Roberto Revelant e del Assessore alle Finanze della Regione Friuli-Venezia Giulia Barbara Zilli) Massimo Meroi, giornalista del Messaggero Veneto e moderatore della serata, Paolo Poggi e Nestor Sensini, ex giocatori dell’Udinese dei sogni condotta fino alla battaglia internazionale dal indimenticabile mister Alberto Zaccheroni. Inoltre erano presenti la famiglia Pozzo con il Patron Giampaolo Pozzo e la figlia Magda, nonché il Direttore Generale della società bianconera Franco Collavino.

Il primo a parlare dell’impatto del terremoto in Friuli è stato il Patron Giampaolo Pozzo, che ha detto che nella tragica serata si trovava in ex Jugoslavia, e che da quanto trapelava dalle cronache a Udine non era praticamente accaduto nulla di così devastante, quantomeno non quanto successo in altri comuni della zona pedemontana come Gemona e altri. Immediatamente dopo ha preso la parola Nestor Sensini che ha detto che al suo arrivo in terra friulana molti gli parlavano di quanto accaduto nel 1976 in occasione del sisma, evento al quale lui non era molto abituato nella sua argentina, alla stessa stregua dei suoi connazionali. “Nella mia Nazione i terremoti non sono così frequenti, per riscontrare una maggiore frequenza di eventi sismici bisogna spostarsi in Cile, dove gli eventi tellurici sono una cosa che accade con sicuramente maggiore frequenza. A stretto giro ha preso poi la parola Paolo Poggi, che ha detto che si evince chiaramente l’orgoglio del popolo friulano che è riuscito a superare un momento così critico come quello del sisma 1976. Quindi la parola è passata al primo dirigente operativo della società bianconera Franco Collavino, che ha detto che San Daniele è stata scalfita ma non in misura eccessiva dal sisma, del quale egli serba il ricordo di un bambino dell’epoca. Successivamente di nuovo Pozzo come in realtà non fosse nei suoi disegni preliminari l’acquisto dell’Udinese, che egli poi ha deciso di effettuare lo stesso venendo in soccorso del precedente bianconero Mazza la cui gestione sportiva era in nette ambasce. Il Patron Pozzo decise quindi di rientrare nella compagine che in premessa avrebbe dovuto includere anche l’ex presidente del Venezia Calcio Zamparini, che però poi si defilò. La realtà attuale dell’Udinese parla della possibilità di incorporare nell’azionariato anche altri facoltosi soci internazionali, e nel merito Pozzo si è addentrato nell’argomento dicendo che se si deciderà di far accedere all’azionariato altri componenti stranieri, magari quelli provenienti dagli Usa, sarà solo per il bene dell’Udinese e della rilevanza della sua gestione sportiva. Ciò che importa è che i nuovi soci ci facciano crescere e rincorrere nuovi possibili traguardi sportivi, ha sentenziato il patron bianconero. Il DG Collavino ha poi detto, in seguito a precisa sollecitazione specifica da parte del giornalista Massimo Meroi: “Devo dire che lavorare accanto a Pozzo è prima di tutto un grande privilegio. La fortuna dell’Udinese Calcio è derivata dalla grande laboriosità di industriali come l’anziano ed esperto patron bianconero. Dobbiamo ricondurre a Pozzo il merito di avere sviluppato molti valenti progetti, tra i quali quello della VAR che oggi domina la scena nella valutazione analitica e tecnica di quanto accade in campo. Importante anche quanto detto da Paolo Poggi in merito al contesto di Udine: “A Udine si vivono sensazioni che difficilmente ho potuto riscontrare in altre piazze calcistiche. Fanno il gioco principalmente grandi sensazioni, che stanno intorno ad un grande stile di vita dei tifosi tutti”. Vi è stata poi una ampia parentesi conclusiva in cui gli appassionati presenti hanno potuto indirizzare le loro domande a ruota libera ai personaggi, bianconeri di oggi e di ieri, presenti al meeting. Rappresentato anche il mondo dell’Università, con uno studente del locale corso accademico di Scienze Motorie di Gemona che ha invocato un maggiore coinvolgimento di personaggi legati a Udinese Calcio nell’attività universitaria, esperienza che sarebbe sicuramente foriera di nuove esperienze e occasioni evolute di apprendimento.

Di Valentino Deotti