Gemona del Friuli- dall’anno 1000 circa Gemona ospitava ilo suo Ospedale Civile,allora territoriale per poi finire per essere Comunale. In seno al medesimo i nobili e la gente di Gemona avevano lasciato dei lasciti e degli averi che nel tempo hanno maturato ingenti ricchezze,tanto che l’Ospedale aveva i campi produceva verdura ortiva e uva assieme a frutta che veniva data assieme a un buon bicchiere di vino vero e puro agli ammalati ricoverati. Era allo uno spasso,pochi dipendenti e medici ma con le suore severe che facevano “filare” infirmiere e altro personale, al sevizio dei pazienti chiunque e qualunque fosse. Dai ricchi ai poveri, come al cinema attuale. L’Ospedale passando il tempo è passato sotto l’egida comunale . Era il Comune che finanziava i suoi servizi all’epoca. Certo la medicina non era quella che sta arrivando oggi ,alla quale in Italia manca molto sviluppo ancora, ora in arrivo la A.I. la quale porterà del bene ma anche altro per contro,attenzione.
Nel tempo l’Ospedale a Gemona ha lavorato bene fino agli anni 1990,primi tempi del 2000, poi piano piano è stato chiuso, per diventare un complesso di ambulatori, quindi è stata inserita accanto alla struttura fisioterapica una palestra per la cura degli stati già da stati di acuzie tendenti a cronicizzarsi, in palestra studiano i rimedi per la ginnastica riabilitativa. Oltre alla palestra, l’ospedale oggi contiene una RSA che serve per ricoverare assistiti dimessi dai reparti di degenza ordinaria. Si è con questa occasione, il 2 dicembre 2025, inaugurata la “nuova realtà” di una struttura volta a “Casa della Comunità”, nell’ambito del progetto esteso “Casa della Salute – FVG” . L’ex Pronto Soccorso di Gemona è da qualche anno divenuto “Punto di Primo Intervento” e ora agisce come struttura adibita alle cure primarie di prossimità territoriale. Le funzioni reali introdotte per questa struttura devono essere ancora intese. Alla presentazione è intervenuto l’Assessore alla Sanità Regionale Riccardo Riccardi, il quale ha finalmente prospettato i nuovi servizi attraverso la proiezione di video edito dal Direttore Sanitario David Turello.
Di seguito, ha preso la parola il Direttore Generale della Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, con sede primaria in Udine, ma che si espande su tutto il territorio dell’Alto Friuli e della Carmia, oltre che del Sandanielese e della Bassa Friulana. Il direttore si è dilungato a parlare dei servizi territoriali infermieristici e medici e della sicurezza che la nuova realtà dovrà dare al territorio; questo sotto il punto di vista sanitario, di prima assistenza di base in caso di calamità e di prima emergemza Sanitaria, alla cui fase concorrono anche Protezione Civile e pompieri. Quanto al servizio territoriale saranno disponibili il personale medico e infermieristico, nonché di altre professioni sanitarie come quelle dei riabilitatori. Altro servizio molto importante è quello della un tempo denominata Guardia Medica, che da anni ormai prende il nome e le funzioni di servizio di continuità assistenziale e opera 24h, 7 giorni su 7, senza alcuna soluzione di continuità, salvo in caso di impegno diversificato del personale coinvolto sul territorio, all’occorrenza di urgenza da affrontare immediatamente presso il domicilio dell’utente. La Casa della Comunità opera in multispecialistica fornendo anche i servizi della medicina territoriale di famiglia e di montagna, con un centro unico di informazione operativo anch’esso senza soluzione di continuità, anche se in varie forme nei lassi temporali di assistenza “indiretta”. Ha un centro prelievi ematici e diversi per gli esami di laboratorio e le visite spercialistiche che funziona in simbiosi con il CUP e in diverse modalità, tra cui quella senza bisogno di disporre di appuntamento prestabilito. Vi è un innovativo ambulatorio dedicato alla cronicità, attivato per pazienti cronici bisognosi di assistenza continua, oltre a visite specialistiche e consulenze in campo prettamente sociale. Il cittadino si rivolge al presidio per la richiesta di assistenza sanitaria specialistica o multidisciplinare che dir si voglia, avvalendosi la struttura anche dei servizi offerti del Polo Universitario di Udine di Scienze Motorie. Sono disponibili operatori qualificati e specializzati in ogni specifico, e ad ogni livello relativo. Riccardo Riccardi sottolinea come “abbiamo una squadra che ci porterà molto lontano”. L’Assessore regionale pone in enfasi come “ciò che conta è che i cittadini possano beneficiare del Pronto Soccorso, attivo organizzato e preparato”. Questo ci manca un po’, così come gli adeguati volumi di personale, con i giovani che si dipartono verso lidi professionali maggiormente benedetti. L’italia deve crescere qui, rendendo il lavoro ai giovani socialmente più sostenibile, sia sotto il punto di vista sostanziale, sia dal punto di vista del merito, della produttività e della dignità del lavoro specializzato di un settore così determinante e chiave ai fini del funzionamento della società attuale.
Di Carmino Deotti