Siamo appena rincasati dallo Stadio Friuli di Udine dove l’Udinese ha subito una sonora sconfitta casalinga per 3-0 ad opera del Bologna di Mister Italiano. Un risultato non atteso che lascia un po’ tutti nell’ambiente a bocca aperta, vista la sua entità. E’ arrivata così la terza sconfitta casalinga dell’Udinese di Mister Runjaic. Certo è che la prima frazione di gioco non prometteva certo un epilogo così sfavorevole all’Udinese, visto che l’Udinese nel primo tempo a gestito in autonomia pressoché totale le danze, lasciando al Bologna una parte piuttosto marginale e, diciamolo pure, financo puerile. Poi l’intervallo, che ha fatto scattare nell’Udinese con tutta evidenza la molla del disimpegno. Nel secondo tempo una Udinese in forte imbarazzo si è lasciata trascinare dalle sfuriate del Bologna, che prima ha addirittura sbagliato un rigore, abilmente parato dell’estremo difensore bianconero Okoye. Viene immediatamente da chiedersi: una squadra da medio alta Serie A quale dovrebbe essere l’Udinese, com’è possibile si faccia cogliere da amnesie di questa portata ??! E’ ora di lanciare un ormai maturo grido dall’allarme, perché questa tipica discontinuità in partita dell’Udinese è condizionante ormai da lungo tempo. Ora la squadra si deve fare carico delle responsabilità relative a queste inversioni di tendenza e svagatezze, e tornare a pigiare a manetta sul pulsante dell’orgoglio. Perché di questo passo si viene risucchiati dalla parte destra della classifica, e ciò non può essere mai compatibile con il cabottaggio delle zebrette friulane. O ci si mette d’orgoglio e si torna a dimostrare una certa stabilità in corso di partita, oppure qui è già ora che qualcuno nello staff tecnico dell’Udinese Calcio ne tragga le conseguenze. La scarsa abilità di Mister Runjiac nel intraprendere le dovute contromisure è oramai palese da molto tempo, e detto francamente all’Udinese serve un mister con chiarezza di idee e personalità ben differenti da quelle dimostrate dall’allenatore tedesco. Ci vuole qualcuno che sappia cucire addosso alla squadra una personalità forte, che le permetta di essere all’altezza di almeno due terzi del panorama tecnico della Serie A a livello di compagini concorrenti. Altrimenti si rischia fortemente di tornare ad essere ricondotti a zone di classifica che oramai non possono essere quelle proprie dell’Udinese che conosciamo. Ora facciamo tutto per battere il Parma, dunque, con una esibizione di grande personalità come quelle alle quali eravamo abituati ad inizio campionato. Poi prendiamoci lo scalpo del Genoa al Friuli, compito più facile e abbastanza abbordabile visto che il Genoa, squadra sempre e comunque critica da domare, gravita per sempre in una fase di transizione visto che ha appena cambiato guida tecnica stringendo la mano ed un patto da fight club con un certo, e bello tosto, mister De Rossi. Cerchiamo di approfittare del fatto che i meccanismi del tecnico romano in quel di Genoa si devono ancora rodare, a mettiamo saccoccia un bagaglio prezioso di punti. O va così oppure il rapporto con un tecnico che lascia molti dubbi sulle sue capacità e non sa ancora nemmeno parlare a sufficienza la lingua della nostra nazione si può anche considerare una faccenda che si può avviare verso l’estinzione, a causa del venir meno del rapporto di fiducia con l’ambiente testimoniato anche dai malumori specifici manifestati poche settimane addiietro dalla Curva Nord bianconera.
di Valentino Deotti
