PUNTO BIANCONERO | Udinese, non dar retta alle decisioni stonate e ripigliati subito. Devi continuare a correre, per non doverti accontentare della solita salvezza, anche se ben giustificata…

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Neanche terminati i festeggiamenti per il colpaccio perfezionato al cospetto dell’Atalanta tra le mura casalinghe dello “Stadio Friuli” a Udine, e per  l’Udinese viene purtroppo confermato un altro momento  di impatto negativo nella tana della Lupa Giallorossa, in quel di Roma. Come detto, era abbastanza preconizzabile che avvenisse una sconfitta nella gara contro i lupacchiotti, comunque principalmente va annotato quanto segue. La “nostra Udinese” ha sostenuto una prova egregia in quel di Roma, sin dalle prime battute e poi praticamente lungo tutto lo svolgersi della complicata gara capitalina. Si può tranquillamente dire, senza timore di smentita, che l’Udinese ha tirato i remi in barca, come si suol dire, solo intorno al settantesimo minuto di gioco, dal quale poi in ragione degli eventi deposti la Roma ha avuto una particolare facilità a rinchiudere nel proprio recinto le zebrette di casa nostra, che comunque non si sono rassegnate a perdere la speranza sino a cinque minuti prima della fine dei tempi regolamentari. In tutto questo tempo la nostra squadra ha giocato a testa alta, con grande dignità e senso del doverci essere fino alla fine. A rovinare il canovaccio della gestione gara ci si è messo ancora una volta un arbitro, il sardo Collu, che seppur ligio e diligente nell’applicazione delle norme del regolamento del calcio attualmente in vigore, è stato l’artefice della applicazione di norme che lasciano ancora molto a desiderare. Non si può, praticamente alla fine dell’anno 2025, avere ancora un regolamento che non contempli l’involontarietà del fallo di mano in area, e anzi sia particolarmente conciliante nel sanzionare falli di mano del tutto accidentali che non dovrebbero benché minimamente essere soggetti a sanzione alcuna. E così, altro rigore discutibilissimo accollato all’Udinese, che non è nuova a trattamenti arbitrali non favorevoli, tutt’altro. E giù poi a deprimersi nel finale di gara per un 2-0 maturato che difficilmente poteva essere neutralizzato o sovvertito. E quindi l’arbitraggio va considerato anche stavolta come penalizzante. La mentalità vincente esige però che non ci si fasci la testa e si guardi avanti, con uno sguardo proteso verso un tentativo di ricostruzione, in pieno e autentico stile friulano, degno di particolare mirabilità. E quindi ora dimentichiamoci lo sgarro perfezionato nella tana della lupa e guardiamo ad una occasione per risalire la china che è già prossima, ovvero il doppio confronto d’impronta emiliana contro Bologna e Parma. Prima però c’è una ghiotta occasione per rifiatare, e ricostituirsi sia fisicamente sia moralmente, ed è quel che più conta. Stiamo parlando ovviamente della pausa per la sosta dedicata alle nazionali, la quale avverrà domenica prossima. Bisogna quindi profittare per prendere fiato e fare quadrato intorno alle proprie immense possibilità di squadra determinata e vogliosa di annientare l’avversario, perché è proprio con il buzzo duro che si deve andare al cospetto delle due formazioni emiliane che successivamente saranno le prossime avversarie. C’è una media punti da ripristinare prontamente, per non incorrere nella peripezia di scendere di quota, finendo nella parte destra della classifica tricolore, altrimenti il percorso che conduce ad un posto al sole in classifica si complicherebbe, e dovremmo accettare per l’Udinese una destinazione nelle secche di una salvezza, consueto traguardo stagionale, che però non renderebbe giustizia alla combattività e ai numeri di una squadra che può ancora pigliarsi lo scalpo di molte tra le formazioni della massima serie, continuare a sorprendere e gravitare lassù dov’è quel decimo-dodicesimo posto che renderebbe onore ai suoi numeri e alle sue armi.