B & N + | CALCIO E ATTUALITÀ – UDINESE IN CERCA DI GOL, A MILANO SI ACCENDE IL DIBATTITO SU GIUSTIZIA, SICUREZZA E LIBERTÀ DI OPINIONE

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UDINESE – Attacco in difficoltà: serve una svolta, mentre Solet prepara il rientro

C’è un problema che continua a pesare sull’Udinese: la sterilità offensiva del suo centravanti. Un attaccante dotato di forza fisica, generosità e buone qualità tecniche, ma che attraversa ormai un periodo di astinenza dal gol di ben 225 giorni. Un digiuno decisamente preoccupante per un giocatore chiamato, per ruolo e caratteristiche, a garantire un contributo realizzativo importante.

Gli infortuni, naturalmente, possono rappresentare un’attenuante, ma quando diventano numerosi finiscono inevitabilmente per complicare ulteriormente una situazione già difficile. Da qui potrebbero derivare molte delle difficoltà che l’Udinese sta incontrando nel suo complesso. L’ultima rete risale al 20 marzo: da allora, il suo cannoniere ha smarrito la via del gol.

La società non può quindi permettersi di sottovalutare il problema. Se la situazione non dovesse cambiare rapidamente, diventerebbe necessario intervenire sul mercato per individuare un centravanti pronto, affidabile e soprattutto capace di garantire un buon numero di reti. Parallelamente, resta indispensabile mantenere alta l’attenzione anche sul reparto difensivo.

Intanto Solet, giocatore dalle grandi motivazioni e dalla forte volontà di recuperare, dovrebbe riprendere da domani il percorso verso il rientro, dopo il forzato periodo trascorso in infermeria.

Capitolo Okoye: il portiere, spesso protagonista di errori evitabili, questa volta si è riscattato neutralizzando un calcio di rigore. Resta tuttavia qualche perplessità sulla direzione arbitrale di Massa, il cui operato è apparso discutibile. L’arbitro, naturalmente, non deve essere tifoso di nessuno, ma è chiamato a garantire imparzialità, equilibrio e giustizia sul terreno di gioco. Decisioni controverse e gestione poco convincente delle partite rischiano di condizionare pesantemente il risultato e, nei casi più delicati, persino di alimentare tensioni fuori dal campo.

C’è poi un dato che merita una riflessione: saltare 44 partite in tre anni e trascorrere complessivamente 350 giorni in infermeria rappresenta un problema significativo, soprattutto a questi livelli. L’Udinese deve fare i conti anche con la necessità di avere alternative adeguate, in particolare nel ruolo di prima punta, dove l’assenza di un sostituto all’altezza può diventare un limite pesante.

MORATTI – Disordini a Milano, il diritto di dissentire e le responsabilità della giustizia

Le dichiarazioni della signora Moratti in merito ai gravi disordini verificatisi a Milano meritano una riflessione. Dopo cinquant’anni di ricordi e vicende legate alle manifestazioni e alle tensioni di matrice pro-Palestina, il tema continua a suscitare forti contrapposizioni e interrogativi.

Pur riconoscendo alla signora Moratti il valore della sua figura pubblica, questa volta mi trovo in disaccordo con le sue posizioni, in particolare per quanto riguarda le considerazioni espresse sulla vicenda di Siher.

Da libero cittadino, ritengo che il nostro Stato di diritto debba essere più solido e capace di garantire concretamente la sicurezza dei cittadini. Non è accettabile che comportamenti violenti o atteggiamenti incompatibili con il rispetto delle leggi possano trovare giustificazione o tolleranza, soprattutto quando si verificano in un Paese terzo, al di fuori dei contesti direttamente interessati dal conflitto.

Il problema, a mio avviso, riguarda anche il ruolo di alcuni magistrati, le cui decisioni e prese di posizione possono suscitare perplessità e alimentare il convincimento che non sempre vi sia la necessaria equidistanza. La magistratura deve essere autonoma, ma anche apparire ed essere imparziale, senza che orientamenti personali o convinzioni politiche possano condizionare l’esercizio della giustizia.

Anche la magistrata coinvolta nella vicenda è stata oggetto di discussioni per le sue posizioni pubbliche, circostanza che rende ancora più importante distinguere tra legittime convinzioni personali e responsabilità istituzionali.

Ribadisco il mio rispetto per la signora Moratti, ma non posso condividere le sue valutazioni. Mi scuserà per il dissenso, ma in una società democratica ciascuno deve poter esprimere liberamente le proprie idee, nel rispetto di quelle altrui.

Il confronto, anche quando è acceso, è parte essenziale della democrazia. E il rispetto delle opinioni non deve mai trasformarsi nell’obbligo di condividerle.

Di Carmino Deotti