B & N | Udinese, tante occasioni ma poca concretezza: al Tardini la paura condiziona la partita

Sharing is caring!

Al Tardini di Parma, i friulani costruiscono, spingono e sfiorano il gol in più occasioni, ma continuano a mostrare qualche incertezza. Okoye si conferma protagonista, mentre Zaniolo va vicino alla rete prima di rischiare grosso con l’arbitro Massa.

PARMA – UDINESE | Stadio Ennio Tardini

L’Udinese parte con un atteggiamento propositivo, anche se la manovra procede a tratti con un ritmo troppo lento e qualche accelerazione ancora poco fluida. I friulani riescono comunque a costruire diverse situazioni pericolose, mostrando una maggiore intraprendenza rispetto ad altre uscite, ma senza riuscire a trasformare la mole di gioco in gol.

Tra i più attivi c’è Romero, che mette spesso in difficoltà la retroguardia del Parma e cerca con insistenza la conclusione verso la porta difesa da Okoye. Sul fronte opposto, il Parma prova a sfruttare gli spazi concessi dai bianconeri, mentre Zaniolo, finalmente in campo, cerca di dare vivacità e incisività all’attacco friulano.

Udinese pericolosa, ma il gol non arriva

Proprio Zaniolo si rende protagonista di una delle prime occasioni più significative: avanza palla al piede e lascia partire una conclusione che sfiora l’incrocio dei pali, scheggiando il legno esterno. Poco dopo, è la volta di Davis, che dialoga con Kamara e lo serve sulla fascia. L’esterno trova una bella conclusione che sfiora il secondo palo senza centrare la rete.

L’Udinese produce più gioco e crea più occasioni del solito, ma resta quella sensazione di prudenza eccessiva, quasi di paura di affondare il colpo. Palma si distingue per dinamismo e precisione, risultando tra i migliori in campo. Anche Bertola si mette in evidenza, soprattutto nella fase difensiva, mentre per il Parma le iniziative più interessanti passano da Romero e Carbone.

Da segnalare anche un intervento tecnico di Ekkelenkamp, che prova a trovare lo spazio giusto per la conclusione, ma viene fermato dal portiere avversario. Poco dopo, Karlström lascia partire una conclusione potente, che termina però alta sopra la traversa.

L’Udinese, insomma, crea. Ma creare non basta: servono i gol, e possibilmente più di uno, se si vuole dare concretezza a una prestazione che per lunghi tratti appare incoraggiante.

Massa nel mirino, la tensione resta alta

L’arbitraggio di Massa lascia qualche perplessità. Diverse le inversioni di fallo che alimentano le proteste e contribuiscono a rendere nervosa una partita già delicata per entrambe le squadre. La posta in palio è pesante: perdere può significare complicare ulteriormente la propria posizione in classifica, e la prudenza finisce inevitabilmente per condizionare le scelte in campo.

La ripresa riparte sulla stessa linea del primo tempo: ritmo alterno, occasioni e una certa difficoltà nel trovare continuità. Bertola continua a dare un contributo prezioso, mentre Palma resta una presenza costante e pericolosa.

Al 57′ Zaniolo ci riprova da lontano con una vera e propria bordata. Il pallone colpisce il primo palo, negando all’Udinese un gol che avrebbe premiato la sua iniziativa. È un altro segnale di una squadra capace di arrivare alla conclusione, ma ancora poco fortunata e soprattutto poco concreta.

Il Parma interviene con un cambio, richiamando Carbone e inserendo Valeri. Al 63′ anche l’Udinese modifica l’assetto: fuori Bertola, dentro Vojvoda. Le squadre cercano nuove soluzioni, mentre la partita resta aperta e combattuta.

Okoye protagonista, Zaniolo graziato?

Tra i protagonisti della giornata c’è sicuramente Okoye, chiamato a intervenire in più occasioni e decisivo anche in occasione di un calcio di rigore, che riesce a neutralizzare. Una parata pesantissima, che tiene in partita i friulani e conferma il portiere tra gli uomini più importanti della squadra.

Successivamente esce Kabasele ed entra Ebosse, ma il nuovo entrato commette subito un errore che rischia di complicare la situazione. L’Udinese riesce comunque a rimediare, evitando conseguenze peggiori.

Col passare dei minuti, però, riaffiora un problema già visto altre volte: la squadra rallenta, perde brillantezza e sembra abbassare eccessivamente il ritmo proprio quando sarebbe necessario insistere. Un copione che rischia di vanificare quanto di buono costruito in precedenza.

Palma, invece, continua a giocare con grande attenzione, anticipando gli avversari e confermandosi tra i migliori dell’Udinese.

Nel finale sale la tensione anche sul piano disciplinare. Massa estrae un cartellino giallo e successivamente sembra prospettarsi un rosso per Zaniolo. L’attaccante protesta disperatamente, ma la situazione appare controversa: Zaniolo era stato trattenuto a lungo e strattonato dall’avversario per diversi metri. Un episodio che lascia più di un dubbio sulla gestione arbitrale.

Un punto può servire, ma non basta giocare bene

Nel finale, Palma si rende ancora protagonista di un importante anticipo, confermando una prestazione di grande sostanza. L’Udinese continua a lottare, ma resta la sensazione di una squadra che avrebbe potuto raccogliere di più, considerando le occasioni costruite e i legni colpiti.

In una partita così delicata, anche un pareggio può avere il suo valore, soprattutto se l’alternativa è una sconfitta che rischia di trascinare i friulani verso il fondo della classifica. Ma il problema resta: la squadra produce, arriva al tiro e mette in difficoltà gli avversari, senza però trovare la necessaria continuità sotto porta.

Il bilancio è chiaro: Palma tra i migliori, Okoye decisivo, Zaniolo pericoloso ma sfortunato. L’Udinese mostra segnali di vitalità, ma continua a convivere con esitazioni, cali di ritmo e poca concretezza. Per fare un salto di qualità non basta sfiorare il gol: bisogna cominciare a segnare.

Di Carmino Deotti